Come fare Soldi, Capire & Conoscere l'Economia
Il Blog per fare soldi online e offline. Conoscere i termini e le regole fondamentali dell'economia. Imparare a gettare le basi per gestire al meglio il denaro e diventare liberi finanziariamente.
domenica 29 gennaio 2012
Le parole dell'economia: Stop loss
Come il take profit, è un ordine a vendere su un livello dell'indice, o di prezzo, raggiunto il quale la perdita non è più sostenibile.
sabato 28 gennaio 2012
Le parole dell'economia: Take profit
E' il livello impostato di prezzo, e in questo caso è il livello di un indice, raggiunto il quale scatta la vendita e si chiude la posizione in guadagno.
mercoledì 25 gennaio 2012
Le parole dell'economia: Etf
E' l'acronimo di Exchange Trade Funds (fondi indicizzati quotati).
Sono una via di mezzo tra fondi e azioni, nel senso che le quote sono negoziate in Borsa in tempo reale.
Sono fondi indicizzati perchè replicano la composizione di un indice di mercato (geografico, settoriale, obbligazionario o azionario) e il suo rendimento: se ad esempio l'indice S&P 500 sale del 2%, l'Etf legato all'S&P 500 registrerà un rialzo della stessa entità.
Fonte notizia: La Nazione, domenica 22 gennaio 2012
Sono una via di mezzo tra fondi e azioni, nel senso che le quote sono negoziate in Borsa in tempo reale.
Sono fondi indicizzati perchè replicano la composizione di un indice di mercato (geografico, settoriale, obbligazionario o azionario) e il suo rendimento: se ad esempio l'indice S&P 500 sale del 2%, l'Etf legato all'S&P 500 registrerà un rialzo della stessa entità.
Fonte notizia: La Nazione, domenica 22 gennaio 2012
giovedì 12 gennaio 2012
Impara a risparmiare...
Hai mai pensato di non
riuscire a metterti da parte nulla?
Di non riuscire a
risparmiare neanche un misero euro?
Io, la pensavo esattamente
come te, e sino all'ottobre del 2004 non ero riuscito a mettermi da parte
nulla!
Per molti anni sono stato
"preda" di bollette da pagare e "buchi" da
riempiere...
Per molti anni mi è stato
impossibile anche solo "pensare" a risparmiare...
Cosa volevo risparmiare se
non avevo neppure i soldi per pagare le bollette...
Scommetto che è successo
anche a te, vero?
Allora voglio che tu
sappia che "risparmiare" è un metodo, e non
dipende dai soldi che
guadagni, bensì da come li sai gestire e
amministrare!
Grazie ad un libro e ad
un comunissimo barattolo di marmellata, la mia vita e quella di
David Di Luca, caro amico e
co-autore dell'ebook Gestire I Soldi è cambiata.
Da allora, abbiamo
imparato a risparmiare tutti i mesi: prima un solo
euro, poi cinque, poi dieci,
poi cinquanta e oggi, molti di
più.
Entrambi, riteniamo che in
un momento difficile come questo, con la crisi economica che c'è in giro, saper risparmiare anche un solo euro, sia più
utile che mai!
Pertanto, ti segnaliamo un
ebook molto particolare, che non farà miracoli, ma ti aiuterà a
comprendere meglio perché e come anche Tu, puoi risparmiare.
Tra l'altro, è con
orgoglio che ti informo che questo ebook è stato recensito anche su Millionaire di luglio 2010.
A scanso di equivoci,
l'ebook non insegna a fare i soldi (tranne un capitolo dove insegnamo a creare
rendite complementari, sulla base delle nostre esperienze
specifiche).
Così come non ti darà
ricette magiche per diventare, improvvisamente, ricco!
No! Non è stato scritto
per quel motivo.
All'interno delle sue 103
pagine, troverai consigli semplici e pratici, che sia io
sia David abbiamo messo in pratica
nella nostra vita, per cominciare, da
subito, a
risparmiare.
Entrambi, vogliamo che il
maggior numero di persone possano conoscere come migliorare
finanziariamente la propria vita.
Siamo dell'avviso che
queste cose dovrebbero essere insegnate a
scuola, ma dato che
al momento è solo un'utopia, ci abbiamo provato io e
David, a descriverti, con parole
semplici, cosa dovresti conoscere per imparare, poche e banali cose, che
potrebbero migliorare anche la tua vita dal punto di vista
finanziario.
Credimi, anzi, credici, questi saranno i
nove euro meglio spesi della tua vita.
E se così non fosse, siamo pronti a rimborsarti tutti i soldi, senza
chiederti neppure il motivo.
Che cosa hai da
perdere?
E se invece, quei banali
consigli che trovi nell'ebook, potrebbero risultarti utili?
Il sommario
dell'ebook:
* Premessa (pag.
8);
* Il
barattolo di marmellata (pag. 13);
* Il libro
che ha cambiato la mia vita finanziaria (pag.
16);
* La mente
dei ricchi (pag. 18);
* La
conoscenza paga sempre (pag. 30);
* L’importanza del Cashflow (pag.
38);
* Paga
prima te stessa/o (pag. 45);
* La
tecnica dei cinque salvadanai (pag. 49);
* Risparmia
più di quanto spendi (pag. 55);
* Taglia le
carte di credito (pag. 62);
* Fai solo
debiti attivi (pag. 64);
* Crea
delle forme di reddito complementari (pag.
74);
* Conclusioni, libri e link consigliati (pag.
97);
* Chi sono Giancarlo Fornei e
David Di Luca (pag. 101).
Acquistalo ora, con
fiducia, a questo link.
Un grande
abbraccio
Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale, Scrittore & Mental
Coach
"Il Coach delle Donne"
Etichette:
Come imparare a risparmiare,
Cultura Finanziaria,
David Di Luca,
Ebook e Libri Consigliati,
Gestire i Soldi,
Gestire il denaro
| Reazioni: |
lunedì 2 gennaio 2012
Quando uno stato è davvero "keynesiano"
L'economista britannico John Maynard Keynes è passato alla storia perchè fu il primo a sostenere, nella Teoria generale dell'occupazione, dell'interesse e della moneta (1936), la necessità di un intervento statale nell'economia, soprattutto nei momenti di crisi.
Pensava, infatti, che il mercato, se lasciato a se stesso, fosse incapace di garantire una piena occupazione: perciò lo Stato doveva stimolare la domanda aumentando gli investimenti.
L'efficacia delle sue teorie era stata dimostrata dalla politica del "new deal" ("nuovo corso"), condotta dal presidente statunitense Franklin Roosevelt tra il 1933 e il 1937 per uscire dalla grande depressione del 29.
Per ridurre la disoccupazione e rilanciare i consumi, Roosevelt varò una serie di grandi opere pubbliche che assorbì 3 milioni di lavoratori e lanciò un piano di aiuti alle famiglie.
E la ricetta funzionò.
Oggi le teorie di Keynes sono cavalcate da quanti vorrebbero che lo Stato intervenisse per sostenere, ad esempio, le banche o le aziende in difficoltà; in realtà Keynes non ha parlato di aiuti diretti alle aziende, e ha sempre sostenuto la necessità che fossero autorità autonome dalla politica a regolamentare il mercato.
Fonte notizia: Focus, giugno 2009
Pensava, infatti, che il mercato, se lasciato a se stesso, fosse incapace di garantire una piena occupazione: perciò lo Stato doveva stimolare la domanda aumentando gli investimenti.
L'efficacia delle sue teorie era stata dimostrata dalla politica del "new deal" ("nuovo corso"), condotta dal presidente statunitense Franklin Roosevelt tra il 1933 e il 1937 per uscire dalla grande depressione del 29.
Per ridurre la disoccupazione e rilanciare i consumi, Roosevelt varò una serie di grandi opere pubbliche che assorbì 3 milioni di lavoratori e lanciò un piano di aiuti alle famiglie.
E la ricetta funzionò.
Oggi le teorie di Keynes sono cavalcate da quanti vorrebbero che lo Stato intervenisse per sostenere, ad esempio, le banche o le aziende in difficoltà; in realtà Keynes non ha parlato di aiuti diretti alle aziende, e ha sempre sostenuto la necessità che fossero autorità autonome dalla politica a regolamentare il mercato.
Fonte notizia: Focus, giugno 2009
sabato 24 dicembre 2011
"Aboliamo gli scatti di anzianità, chi produce di più va pagato meglio"
Intervista: l'economista Giacomo Vaciago
"La verità è che in Italia conviene essere vecchi: abbiamo retribuzioni che premiano l'età, più capelli bianchi hai, più guadagni.
Abbiamo ancora una struttura salariale che sembra scritta nel Medioevo...".
Il professor Giacomo Vaciago, economista dell'università Cattolica di Milano che fu collaboratore di Romano Prodi, non ha peli sulla lingua e accoglie con attenzione le parole del ministro Fornero.
Il ministro si è accorto che gli italiani sono pagati poco.
Dopo le lacrime e il sangue chieste ai lavoratori dipendenti, non è un pò una beffa?
"L'importante è che dopo la constatazione il governo passi ad azioni conseguenti.
Perchè non solo gli italiani sono pagati poco, ma anche male.
Siamo l'unico paese al mondo dove la curva delle retribuzioni per età è sempre crescente. A prescindere.
Mentre in Inghilterra e in America un lavoratore ha un massimo di stipendio a 50-52 anni, cioè quando è al top della produttività, da noi la paga continua a salire fino alla pensione".
Per forza, ci sono gli scatti di anzianità, che spesso sono il solo modo, contratti nazionali a parte, per vedere crescere il proprio salario...
"E allora diciamolo. Gli scatti biennali di anzianità vanno aboliti.
E non per far risparmiare le aziende.
Con quelle risorse bisogna far sì che i lavoratori guadagnino per quel che valgono, in modo da avvicinarci alla curva anglosassone.
Perchè bisogna pagare la gente per quel che vale..".
Ma la produttività si è ridotta.
Se abolissimo gli scatti non rischieremmo di trovarci con stipendi ancora più bassi?
La toppa peggio del buco.
"Come ha detto Draghi, siamo l'unico paese del mondo progredito nel quale da 15 anni la produttività cala.
E il costo del lavoro per unità di prodotto è cresciuto in Italia più che ovunque.
Questo è gravissimo e ci dice che dobbiamo guardare ai paesi dove c'è più crescita, più benessere diffuso e più equità.
Cioè, in Europa, dalla Germania in su. Guardiamo all'esempio di paesi come Svezia e Finlandia e applichiamo le loro ricette per il mercato del lavoro.
Noi abbiamo perso 15 anni tra un centrodestra che ha tradito i suoi valori e un centrosinistra che sperava di realizzare finalmente il passato.
Diamoci una mossa".
E cioè?
" L'ho detto. Le retribuzioni devono essere commisurate alla produttività.
Dobbiamo, grande eresia, arrivare a pagare di più un trentenne di un sessantenne, se il trentenne produce di più.
Mi rendo conto che una cosa così fa rizzare i capelli alla Camusso a Bonanni e Angeletti, ma sarebbe quel che ci vuole.
Invertire parametri rigidi e ormai vecchi, far crescere il Paese premiando chi lo fa crescere.
Come accade in tutti i paesi civili".
A dire il vero la Formero le leggi sul lavoro le vorrebbe cambiare eccome...
"Bene, ma con una avvertenza.
Bisogna cambiare tutti gli articoli dello statuto dei lavoratori meno il diciotto.
Bisogna piuttosto superare la distinzione tra lavoro precario e non.
Dire basta ai contratti atipici, fare un contratto unico a tutti.
E se e quando occorre risolvere il contratto di lavoro, si stabilisca una procedura sulla base della quale il lavoratore possa essere licenziato, ma con le dovute garanzie e compensazioni".
Fonte notizia: La Nazione mercoledì 21 dicembre 2011
"La verità è che in Italia conviene essere vecchi: abbiamo retribuzioni che premiano l'età, più capelli bianchi hai, più guadagni.
Abbiamo ancora una struttura salariale che sembra scritta nel Medioevo...".
Il professor Giacomo Vaciago, economista dell'università Cattolica di Milano che fu collaboratore di Romano Prodi, non ha peli sulla lingua e accoglie con attenzione le parole del ministro Fornero.
Il ministro si è accorto che gli italiani sono pagati poco.
Dopo le lacrime e il sangue chieste ai lavoratori dipendenti, non è un pò una beffa?
"L'importante è che dopo la constatazione il governo passi ad azioni conseguenti.
Perchè non solo gli italiani sono pagati poco, ma anche male.
Siamo l'unico paese al mondo dove la curva delle retribuzioni per età è sempre crescente. A prescindere.
Mentre in Inghilterra e in America un lavoratore ha un massimo di stipendio a 50-52 anni, cioè quando è al top della produttività, da noi la paga continua a salire fino alla pensione".
Per forza, ci sono gli scatti di anzianità, che spesso sono il solo modo, contratti nazionali a parte, per vedere crescere il proprio salario...
"E allora diciamolo. Gli scatti biennali di anzianità vanno aboliti.
E non per far risparmiare le aziende.
Con quelle risorse bisogna far sì che i lavoratori guadagnino per quel che valgono, in modo da avvicinarci alla curva anglosassone.
Perchè bisogna pagare la gente per quel che vale..".
Ma la produttività si è ridotta.
Se abolissimo gli scatti non rischieremmo di trovarci con stipendi ancora più bassi?
La toppa peggio del buco.
"Come ha detto Draghi, siamo l'unico paese del mondo progredito nel quale da 15 anni la produttività cala.
E il costo del lavoro per unità di prodotto è cresciuto in Italia più che ovunque.
Questo è gravissimo e ci dice che dobbiamo guardare ai paesi dove c'è più crescita, più benessere diffuso e più equità.
Cioè, in Europa, dalla Germania in su. Guardiamo all'esempio di paesi come Svezia e Finlandia e applichiamo le loro ricette per il mercato del lavoro.
Noi abbiamo perso 15 anni tra un centrodestra che ha tradito i suoi valori e un centrosinistra che sperava di realizzare finalmente il passato.
Diamoci una mossa".
E cioè?
" L'ho detto. Le retribuzioni devono essere commisurate alla produttività.
Dobbiamo, grande eresia, arrivare a pagare di più un trentenne di un sessantenne, se il trentenne produce di più.
Mi rendo conto che una cosa così fa rizzare i capelli alla Camusso a Bonanni e Angeletti, ma sarebbe quel che ci vuole.
Invertire parametri rigidi e ormai vecchi, far crescere il Paese premiando chi lo fa crescere.
Come accade in tutti i paesi civili".
A dire il vero la Formero le leggi sul lavoro le vorrebbe cambiare eccome...
"Bene, ma con una avvertenza.
Bisogna cambiare tutti gli articoli dello statuto dei lavoratori meno il diciotto.
Bisogna piuttosto superare la distinzione tra lavoro precario e non.
Dire basta ai contratti atipici, fare un contratto unico a tutti.
E se e quando occorre risolvere il contratto di lavoro, si stabilisca una procedura sulla base della quale il lavoratore possa essere licenziato, ma con le dovute garanzie e compensazioni".
Fonte notizia: La Nazione mercoledì 21 dicembre 2011
giovedì 15 dicembre 2011
Le parole dell'economia: Opzione
Opzione: contratto che conferisce al compratore il diritto di acquistare o di vendere un numero determinato di azioni.
Il detentore del contratto dichiara di voler acquistare o vendere un certo numero di azioni di un certo valore, che servono da sottostante alla transazione.
Questa può essere realizzata in ogni momento tra l'epoca della stipulazione e la data di scadenza dell'opzione.
Se il compratore del contratto esercita il suo diritto di acquisto (call), il venditore è obbligato a consegnare i titoli in questione, ma il diritto del compratore ha un prezzo (premium) che si determina in funzione delle quotazioni azionarie, del tasso di interesse e della durata di vita dell'opzione.
Fonte notizie: Dizionario di economia
Il detentore del contratto dichiara di voler acquistare o vendere un certo numero di azioni di un certo valore, che servono da sottostante alla transazione.
Questa può essere realizzata in ogni momento tra l'epoca della stipulazione e la data di scadenza dell'opzione.
Se il compratore del contratto esercita il suo diritto di acquisto (call), il venditore è obbligato a consegnare i titoli in questione, ma il diritto del compratore ha un prezzo (premium) che si determina in funzione delle quotazioni azionarie, del tasso di interesse e della durata di vita dell'opzione.
Fonte notizie: Dizionario di economia
Iscriviti a:
Post (Atom)

